Benvenuto sul sito del Villaggio del fanciullo di Morosolo Società Cooperativa Sociale
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LE AREE D'INTERVENTO

Al Villaggio del fanciullo di Morosolo lavoriamo con diverse fasce d’età e tipologie di ospiti. I coordinatori, gli educatori e gli psicologi compongono le équipes delle diverse Case e impostano, in sinergia con i Servizi Sociali, le linee educative da seguire.  Al di là delle differenze tra i singoli casi e i diversi gruppi Casa, ciò che caratterizza il nostro modello d’accoglienza è la volontà di creare una quotidianità il più possibile vicina a quella di una qualunque famiglia. Gli educatori costituiscono delle figure di riferimento fondamentali, i bambini crescono insieme (a maggior ragione se fratelli o sorelle) all’interno di una routine consolidata, interagendo con la propria Casa, le altre Case, la comunità del Villaggio. Tutti i minori che ospitiamo frequentano le scuole del territorio, fanno sport e attività fuori dal Villaggio così da entrare in relazione con i loro coetanei e con il mondo fuori dalla Comunità.

INFANZIA E PREADOLESCENZA

Due équipes sono dedicate ad accogliere e accompagnare i bambini più piccoli nella loro fase di sviluppo, dall’infanzia alla preadolescenza prima e dalla preadolescenza all’adolescenza poi. Particolare attenzione è rivolta ai minori con problematiche comportamentali: gli educatori supportano i bambini con lieve ritardo cognitivo interfacciandosi di volta in volta con gli enti territoriali competenti.

ADOLESCENZA (14-18 anni)

Due équipes lavorano al fianco di ragazzi e ragazze nella delicata fase dell’età adolescenziale. Soprattutto questa fascia d’età ci vede impegnati nell’affrontare il fenomeno migratorio con tutto ciò che esso comporta (difficoltà linguistiche, differenze culturali, ottenimento dei documenti, etc).

Bambini e bambine, fino a 10/12 anni, vivono assieme come fratelli e sorelle. Gli adolescenti, se lo desiderano, possono trasferirsi in case con altri coetanei. Non separiamo i fratelli naturali.

MAMMA E BAMBINO

Dando risposta alla crescente emergenza sociale della violenza domestica, accogliamo in 3 delle nostre case mamme con i loro bambini. In questi casi operiamo per cercare di prevenire l’allontanamento del minore dalla madre strutturando percorsi individualizzati finalizzati a monitorare la relazione madre-figlio, ad aumentare le competenze genitoriali dell’adulto e a sostenere le donne nel loro percorso di ricostruzione di una vita soddisfacente e autonoma.

AVVIAMENTO ALL'AUTONOMIA

2 case per i ragazzi e le ragazze più grandi in fase di sgancio dalla comunità con progetti di prosieguo amministrativo.

Al servizio di accoglienza si accede su richiesta dei Servizi Sociali e del Tribunale dei minori.

A tutti i nostri ospiti è garantita l’assistenza medica e il sostegno psicologico e psicopedagogico.

Dall’ascolto e dalle osservazioni sui bisogni del minore nasce il PEI, Progetto Educativo Individuale che guida le azioni della vita quotidiana e gli interventi educativi-terapeutici, verificati e valutati periodicamente dal Comitato Tecnico del Villaggio e dai Servizi Sociali.

LE NOSTRE CASE

LE NOSTRE CASE

2 Case per l’infanzia

Casa Coccinelle, Casa Marmotte.

Ospitano bambini/e da 0 a 12 anni.

2 Case adolescenti

Casa Ricci e Casa Mongolfiera.

Accolgono rispettivamente ragazzi e ragazze dai 13 ai 17 anni.

2 Case semiautonomia

Casa Gabbiano e Casa Farfalle.

Una ospita giovani dai 17 anni e neo maggiorenni con progetti di prosieguo amministrativo**, l’altra è dedicate alle mamme in fase di uscita dal Villaggio con i loro bambini.

** La necessità di assicurare adeguata tutela anche ai neo-maggiorenni è sottolineata dalla Legge regionale (L.r. 34-2004 Art. 2 lettera d) che in caso di inesistenza della famiglia, ove necessario, assicura il “proseguo amministrativo” decretato dall’autorità giudiziaria.

3 Case Mamma e Bambino

Si tratta di uno spazio d’accoglienza per giovani madri con i loro bambini, o gestanti, che per ragioni sociali o perché prive di relazioni familiari valide, hanno bisogno di un sostegno nel periodo della gravidanza e durante i primi anni del figlio.

Non sono accolte donne con gravi patologie fisiche e psichiche o con dipendenze conclamate.

I PRINCIPI CHE GUIDANO L'INTERVENTO DEL VILLAGGIO DEL FANCIULLO DI MOROSOLO

ACCOGLIENZA

La volontà di aprire le porte – del nostro cuore prima di tutto – alla fragilità e alla difficoltà, è ciò che guida il nostro agire. La scelta di prenderci cura, ogni giorno, delle piantine più fragili della nostra società con estrema attenzione e delicatezza vuole essere il motore del nostro impegno.

DISPONIBILITÀ ALL’ASCOLTO E AL DIALOGO

In mezzo alla frenesia della nostra società, essere disponibili all’ascolto e al dialogo rappresenta qualcosa di prezioso, da non dare per scontato. Ingrediente essenziale del nostro intervento educativo, è ciò che ci consente di stare in contatto con il disagio e le difficoltà del mondo giovanile di oggi, sempre più complesso e mutevole.

FIDUCIA

Dare fiducia come grande atto d’amore, come stimolo fondamentale nel percorso di crescita e nel recupero di una sana autostima. Non solo, dare fiducia consente di pensare un futuro migliore, tutto da immaginare e creare.

RISPETTO

Davanti all’altro, alle sue difficoltà, alle sue fatiche, alla sua storia, ma anche alla possibile diversità culturale o religiosa, ci poniamo con atteggiamento di pieno rispetto, consapevoli che l’incontro con l’alterità è arricchimento e risorsa.

FORMAZIONE

Un aspetto nel quale crediamo fortemente e sul quale puntiamo con determinazione, convinti che sia fondamentale una formazione permanente e intenzionale, una ricerca di gruppo e individuale continua e non solo focalizzata su aspetti – seppur importantissimi – didattici o scientifici, ma anche sulla volontà di stare in contatto con l’altro, di cercare quel giusto equilibrio tra empatia e sana distanza, di sporcarsi le mani sul campo, di conoscere ciò che il disagio di oggi chiede interrogandosi sul proprio ruolo educativo, rendendosi disponibili a rimettere tutto in discussione ogni volta.

TESTIMONIANZA

Consapevoli di non essere una realtà isolata dal resto del mondo, ma anzi di far parte di un tessuto sociale nel quale possiamo lasciare segni, operiamo con la volontà di portare la testimonianza di una realtà che si prende cura dell’altro, che apre le porte alla fragilità, che la ascolta e prova a dare delle risposte. Oggi più che mai sentiamo quanto sia prezioso mostrare che questo è possibile.